Il ramo e il culo. Neo-comunismo, collettivismo, espropri

di R.M.

La pagliacciata delle tende davanti all’Università, con la pagliacciata a ricasco della Merlino in Tv, che si presenta in tenda, è funzionale al prossimo attacco all’indipendenza, autodeterminazione e libertà del cittadino: la casa di proprietà.

In Spagna hanno già iniziato ad espropriare in quattordici province, case di proprietà da destinare ai “disagiati a rischio di esclusione“. Invece di realizzare edilizia popolare con le tasse di chi ancora le paga, si prendono le case di chi ne ha già una o due e non sono abitate…

Con questo grimaldello morale inoppugnabile, con questo chiagni e fotti, si apre la breccia, il grande finestrone di Overton per attaccare l’ultimo bastione d’indipendenza. Dopo il corpo, la disponibilità del contante e l’automobile/spostamenti, inizia la prossima partita bellissima.

World Economic Forum


Questa partita che si chiama Comunismo di fatto (già sperimentato con la politica vaccinista, in forza della quale dovevi farti pungere per il prossimo o per lo Stato o per la salute pubblica, mica per la tua sul tuo corpo) si gioco’ anche in Polonia, durante appunto il comunismo. Dove palazzi bellissimi d’epoca, furono destinati all’ammasso di persone prese da ogni luogo del paese con colate di cemento selvagge, devastando patrimoni immobiliari di inestimabile valore, mentre i porci di alto rango del partito disponevano di tutto nei loro palazzi. Questo e’ uno dei punti fondamentali dell’Agenda 2030 e state certi che si portera’ avanti con una magnitudo analoga a quella del covid e del clima, fino a far provare vergogna e senso di colpa a chi possiede quaranta metri quadrati, dopo una vita di lavoro oppure per averli ereditati dai genitori.

Già me li vedo gli asinistri subire espropri a vantaggio dell’ultimo arrivato. Non hanno ben capito, come durante la pandemia, come durante la “crisi climatica” e la prossima “crisi degli alloggi” che quelli con il culo sul ramo che stanno segando, sono proprio loro.

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