La Sinistra festeggia per Bibbiano
di ALESSANDRO MUCCIARELLI

Il caso Bibbiano non è solo una vicenda giudiziaria fatta di assoluzioni e condanne lievi, ma soprattutto un dramma umano che ha visto bambini strappati ingiustamente alle loro famiglie naturali. Dietro la presunta tutela si è celato, così ci sembra, un sistema marcio, basato su falsificazioni, manipolazioni psicologiche e relazioni di servizio costruite su prove artefatte: disegni manipolati, testimonianze forzate, diagnosi sommarie o addirittura inventate.
Dopo un’attenta revisione da parte del Tribunale per i Minorenni, i bambini sono stati riaffidati alle loro famiglie naturali. Questo rientro non rappresenta solo una vittoria legale, ma un riconoscimento del grave errore compiuto.
Le assoluzioni emerse nel processo non sminuiscono il dramma vissuto. Esse sembrano riflettere la difficoltà della giustizia nel provare un dolo organizzato o una cospirazione sistematica, distinguendo tra errori professionali gravissimi e intenzioni criminali. Tuttavia, ciò che non si può negare è l’esistenza di un danno concreto e irreparabile inflitto a bambini strappati alle loro radici e famiglie distrutte da accuse infondate.
La sinistra festeggia per Bibbiano. Non perché sia stato provato che nulla sia accaduto, ma perché il sistema ha retto. Assoluzioni, prescrizioni, tutto pulito agli occhi della legge. Poco importa che i bambini siano stati restituiti alle famiglie, ammettendo di fatto che erano stati tolti senza ragione. Bibbiano non è un’eccezione, è la regola non detta. Un modello dove il potere ideologico-burocratico divora vite, purché nessuno ne risponda.
Le famiglie distrutte non fanno notizia. L’unica cosa che conta è che nessuno del loro ambiente sia finito in galera. Questo è il vero volto di chi oggi brinda.
