di EUGENIA MASSARI
Small, agenzia creativa di New York, firma il nuovo spot di Esselunga.
Il regista è Rudi Rosenberg, la storia si svolge a Milano e il fatto che sia un cortometraggio aggiunge genio all’idea, di per sé incantevole.
La pesca racconta la storia di un oggetto che finisce nel carrello della spesa. La bimba è così ansiosa di prenderla, da sfuggire alla sorveglianza materna. Se la guarda e se la coccola. Fin quando non vediamo, nella scena successiva, la stessa bambina tirarla fuori dallo zainetto per darla al padre separato, che è venuta a prenderla: “Questa, le la manda la mamma”.
Tutta la speranza racchiusa in una frase, in un gesto poetico.
Una verità viene rivelata, per una volta persino su un mezzo di comunicazione di massa: il dolore che i bimbi provano nella separazione dei genitori, il desiderio che tornino insieme. Il tutto, con grande tatto e dolcezza. Per una volta il rapporto bambino-adulto è rappresentato in modo sano: l’ adulto è responsabilizzare per il dolore che infligge, anche se a volte la relazione non può essere ricucita. Non si infierisce sul bambino estorcendogli la rassegnazione precoce o, addirittura, che debba lui capire il mondo adulto, adattarvisi il prima possibile, rilassarsi nel mondo dove tutto si rompe e tutto viene consumato.
Ecco allora che, se il pubblico apprezza e si esprime in commossi commenti sulle pagine aziendali di Esselunga, una parte di politica si… indigna.
Lo spot cela infatti un invito agli adulti, a provarci e ancora e ancora e ancora. A restare uniti. Comunque , a volersi bene. A non smettere di trattare con preziosità questo frutto prezioso e delicato.
Che è l’ amore.
Insomma, cose inaccettabili in questa era in cui comandano i demoni.
