di DIONISIO SCHIAVONE

Più volte mi sono chiesto se ha avuto senso pubblicare questo libretto, basato su un piccolo componimento, facendone un libro. Per quanto i dubbi restino, alla fine credo che il proposito di farlo avesse senso e che il libretto abbia il suo piccolo valore. Il contesto, è bene ricordarlo, è il periodo in cui si sviluppava la pandemia da sars-covid e regnava l’incertezza assoluta sul suo significato e sulla sua portata.
Ho visto con i miei occhi. Il libro
Ho visto con i miei occhi è la risposta che una persona normale, di sani principi, dà a se stesso quando assiste a un evento per lui inconcepibile ma sovrapponibile a fatti del passato documentati e certi: se me lo avessero detto prima non avrei mai creduto che potesse accadere, ma ho visto con i miei occhi, gli occhi della storia, quindi devo credere.
Cosa ho visto con i miei occhi?
Ho visto i campi di concentramento dove milioni di persone sono state deportate e sottoposte ad ogni impensabile inumano trattamento, che si è concluso con l’uccisione degli stessi dentro ai forni. Nessun uomo normale arriverebbe a tanto, quindi per me è inconcepibile, eppure è successo, l’ho visto con i miei occhi, quindi devo credere che sia successo. Come devo credere a tutti gli eventi simili riportati nei libri di storia e altri che ci entreranno, come l’attentato alle torri gemelle.
Uomini comuni
Sì, devo credere anche al fatto che delle persone nascoste in qualche parte del mondo abbiano deciso di sviluppare un virus in grado di infettare gli uomini ed ucciderli, abbiano deciso di assistere alla morte di milioni di persone e di farle morire vietando possibili cure, imponendo invece la somministrazione di un presunto vaccino sicuramente inefficace, ma probabilmente causa di importanti effetti secondari.
Sarebbe una cosa a cui nessun uomo normale riuscirebbe a credere, ma dopo aver visto i forni crematori, dopo aver visto le immagini televisive di due grattacieli perforati e abbattuti da aerei, con tutte le persone che ci erano dentro destinate alla morte certa, non posso non credere.
L’effetto Lucifero. Cattivi si diventa?
Se hanno fatto quelle cose, possono aver fatto anche questo, perché ci sono uomini, cosiddetti uomini, che fanno questo. E non sono solo i capi ideatori, nascosti nei bunker, sono anche tutti gli uomini della catena esecutiva.
Ci sono tanti uomini che ubbidiscono a quelli che danno gli ordini, e fanno delle cose perché sono pagati, fanno un lavoro a pagamento per vivere, come un operaio o un impiegato. Il loro lavoro però è molto particolare, devono costruire armi per uccidere, e devono costruirle sempre più potenti e distruttive: come un operaio esce la mattina da casa per andare a lavorare e guadagnarsi da vivere e lo fa costruendo una macchina, quell’altro individuo esce di casa per andare a costruire un mitragliatore che uccida sempre più persone. L’ingegnere meccanico si adopera a migliorare le caratteristiche e l’efficienza di un automezzo, l’ingegnere militare prende la macchina costruita dall’ingegnere meccanico e va a lavoro per migliorare l’efficienza della carabina che ucciderà l’ingegnere meccanico.
I volenterosi carnefici di Hitler. I Tedeschi comuni e l’Olocausto
E poi c’è quello che di lavoro fa il rapitore, per rapire bambini da destinare a trapianti di organi o a giochi erotici di altri uomini che non si divertono più andando al cinema o andando in gita in montagna o al mare, hanno bisogno di usare i bambini come mezzo eccitante per soddisfare il proprio godimento, in tutti gli impensabili modi.
E ce ne sono tanti che svolgono lavori simili.
È normale che uomini di questo tipo e uomini comuni vivano nella stessa società? È normale che vampiri e uomini comuni vivano assieme?
E allora, se il mio libro riesce a mettere a fuoco questa domanda e a creare il dubbio, ha senso di esistere.
Ma alcuni uomini non credono neanche a ciò che vedono con i propri occhi. L’uomo comune asservito, pur vedendo le torri crollare, continua a pensare che siano stati aerei, e continua a credere che dei virus siano passati dal pipistrello all’uomo, perché è più interessato a salvaguardare i propri pregiudizi che a dare ascolto alla propria mente lucida. Il vampiro, pur cosciente del fatto che beve il sangue di altri uomini per sopravvivere, non pensa che sia un fatto sbagliato, perché continua a ritenere che gli uomini siano fatti apposta perché lui ne possa bere il sangue. Come i negrieri sono certi che gli schiavi sono stati creati apposta per offrire loro conforto.
E così, in definitiva, ho fatto bene a scrivere questo libretto, ma so già che non servirà a niente, vedi: le uccisioni di massa in Israele e Palestina, i sedicenti Paesi civili che voltano la faccia dall’altra parte, Francesca Albanese che punta il dito sugli affaristi e i direttori di industrie belliche che la minacciano, giornalisti al soldo dei pagatori per infangare il nome di quelli che cercano di fare chiarezza, sedicenti giudici, che evitano di dare giudizi.
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DIONISIO SCHIAVONE è un medico chirurgo, primario in urologia, sensibile ai temi della storia e della società. Autore del libro Ho visto con i miei occhi.
