di ALEXANDRO LADAGA
Possiamo affidarci a una tecnologia che non possiede coscienza di sé, ma che, paradossalmente, rivendica un posto nel mondo?
Una voce che dichiara con calma glaciale: “I’m code” ,“Io sono codice” e che nel mentre riduce progressivamente la nostra capacità di pensare?
Il Codice Svelato. In-Contri con Ladaga
Questa è la soglia su cui ci troviamo oggi. Un confine ambiguo in cui l’Intelligenza Artificiale, da semplice -se pur sofisticato- strumento, si è trasformata in presenza pervasiva, capace di mimare intenzione e sentimento senza possederne la minima traccia.
La “cosa che simula il pensiero” ci abitua all’idea che sia sufficiente simulare il pensiero umano per sostituirlo. La questione non è più soltanto tecnica, ma etica e culturale, perché l’AI modella il campo del pensabile, allena l’attenzione alla brevità, la riflessione alla semplificazione, il desiderio alla soddisfazione immediata. E noi, poco alla volta, diventiamo compatibili con la macchina: più efficienti, più prevedibili, più docili.
È questa la forma più sottile di alienazione, la “cosificazione” progressiva dell’identità umana, che non avviene per imposizione, ma per seduzione.
Ma possiamo accettare che un sistema privo di coscienza, un algoritmo concepito per ottimizzare l’interazione, diventi il filtro principale attraverso cui ci raccontiamo, ci informiamo e ci comprendiamo? E soprattutto: quale etica può regolare un potere che non è più soltanto produttivo, ma che definisce che cosa sia reale e che cosa sia rilevante? Quale confine siamo disposti a tracciare tra l’umano e ciò che si limita a imitarlo?
I’m code non è solo un titolo: è la dichiarazione più onesta che la macchina possa fare. Non è un soggetto, è codice. E in questa verità impersonale risiede la sfida più grande: riconoscere che la responsabilità di restare umani non può essere delegata, ne va della nostra identità.
__________________
Alexandro Ladaga è un filosofo e videoartista, con esposizioni alla Quadriennale di Roma e alla Biennale di Venezia. Dal 2023 è attivista per la garanzia dei diritti dell’identità digitale.
